Candida: la dieta senza zuccheri è una reale soluzione?

Molte delle donne che affrontano un’infezione causata dalla Candida credono che una dieta senza zuccheri per periodi più o meno prolungato sia la strada giusta per eliminare o prevenire il problema.

Cos’ è la Candida

La Candida è un lievito che può colonizzare le mucose del nostro organismo, tra cui quella vaginale. Si tratta di un patogeno opportunista ovvero la sua virulenza dipende da situazioni specifiche: ad esempio, un calo del sistema immunitario o squilibri nella flora latto-bacillare.

La maggior parte delle infezioni sono riconducibili alla sottospecie Candida albicans nella forma vaginale. Il 75% delle donne ha sperimentato candida vaginale almeno una volta nella vita e il 5-10% di loro è andato incontro a recidive. La candidosi intestinale, invece, è meno frequente e dipende da disbiosi o problematiche legate al sistema immunitario come l’assunzione di farmaci immunosoppressori.

Candida e dieta senza zuccheri

Purtroppo l’evidenza scientifica non ha dimostrato che la rimozione degli zuccheri dalla dieta possa curare o prevenire recidive di candidosi. Mentre i risultati sono convincenti ma non esaustivi nel caso della disbiosi intestinale, non ci sono dati convincenti per la disbiosi vaginale.

Ma allora ha senso di dire che la Candida si nutre di zuccheri?

Molti microrganismi sopravvivono grazie agli zuccheri che derivano dal metabolismo dei cibi. Infatti, il glucosio è una molecola normalmente presente nel corpo umano perchè può essere non solo contenuta nei cibi contenenti “zuccheri semplici” ma anche ottenuta dal metabolismo dei cibi contenenti “carboidrati complessi”: Questi ultimi sono un valido alleato in una dieta equilibrata e varia come la Mediterranea, che è patrimonio UNESCO. Sebbene sia ottimale (a prescindere) ridurre gli zuccheri semplici in una dieta, non è quindi saggio proporre una dieta senza carboidrati. Un approccio sbilanciato verso grassi e proteine avrebbe più contro che pro per la salute a lungo termine. In aggiunta a ciò, il nostro organismo in caso di necessità, potrebbe comunque sintetizzare glucosio anche a partire da grassi e proteine.

Che ruolo ha il lievito di birra?

Non vi sono evidenze scientifiche che introdurre lieviti di altri tipi possa alimentare la proliferazione della Candida. In ogni caso, i lieviti dei prodotti da forno muoiono nel forno stesso! Nessun lievito rimane vitale dopo una cottura in forno checchè ne dicano le persone che hanno la sensazione che il lievito della pizza continui a lievitare nella loro pancia. La pizza è semplicemente un cibo molto calorico e il gonfiore postprandiale in tal caso è semplicemente dovuto ad un eccesso di calorie rispetto alla propria media.

Conclusione

Una sana alimentazione per tutti prevede comunque una limitazione nell’assunzione sia degli zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi di frutta e succhi di frutta concentrati che degli zuccheri aggiunti. E’ opportuno che tutti gli zuccheri ingeriti rappresentino meno del 10% delle kcal ingerite (se possibile anche al 5%). Ciò però non ha un legame con la Candida. Semmai, ad oggi i trattamenti più efficaci sono quelli volti ad eliminare la Candida con una terapia antimicotica e a prevenire la ricolonizzazione tramite l’ausilio di probiotici in loco.

Bibliografia

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D.ssa Francesca Simonella

Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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