Bieta, cicoria e cime di rapa appartengono a diverse famiglie ma condividono proprietà comuni molto benefiche per la salute, il che rende speciali.
Caratteristiche salienti dei biete cicoria e cime di rapa
La Beta vulgaris appartiene alla famiglia delle Amaranthacee, come gli spinaci. Esiste di diversi tipi: bieta a foglia larga, bieta erbetta a coste sottili e la bieta a coste larghe.
La Cicoria appartiene invece alla famiglia delle Asteracee, cui appartengono anche lattuga e carciofo. Esiste di diversi tipi: catalogna, puntarelle, radicchi di vario tipo e cicoria del caffè.
Le Cime di rapa fanno parte della famiglia delle Brassicaee o Crucifere, cui appartengono anche broccoli e cavoli. Della rapa di solito vengono mangiate le infiorescenze e la parte tenera del fusto.
Aspetti nutrizionali
Bieta, cicoria e cime di rapa sono composte per oltre il 90% del loro peso da acqua e sono particolarmente ricche di fibra, soprattutto la cicoria. La fibra in questione è l’inulina, che è definita un Prebiotico. In altre parole, è in grado di nutrire selettivamente alcuni microrganismi presenti nel nostro intestino che possono influenzare positivamente la nostra salute.
Questi ortaggi si distinguono anche per l’apporto di folati, vitamine fondamentali per produrre proteine e DNA e molto utili a contribuire la riduzione del rischio di tumori al seno e al pancreas.
Una porzione di bieta consente di coprire più di due terzi del fabbisogno giornaliero di folati mentre una porzione di cicoria ne soddisfa circa i due terzi. Una porzione di cime di rapa riesce a coprirlo interamente.
Porzione e frequenza di consumo
Andrebbero mangiati almeno 200-300g di queste verdure al pasto per usufruire dei loro aspetti nutrizionali, certo non per forza tutti i giorni perchè è importante variare sempre le verdure che si mangiano ogni giorno. L’importante è che sia a pranzo che a cena sia servita in qualche modo della verdura e che sia di stagione.
Consigli extra
I folati, come tutte le vitamine idrosolubili, sono sensibili al calore e si disperdono in acqua. E’ utile cuocere le verdure rapidamente e in poca acqua. L’acqua di cottura residua può essere usata comunque per bagnare un risotto oppure come base per una minestra.




