Hai ripreso il peso perso dopo una dieta estrema? Ecco perchè

Finalmente per te, un riassunto di alcune delle complesse spiegazioni per cui spesso una dieta estrema non porta a risultati duraturi.

La teoria del set-point 

Tra le varie spiegazioni per cui è importante non cadere nella trappola di una dieta estrema vi è la teoria del “set-point”. Tutti noi abbiamo un “set point”, ovvero un certo peso corporeo (o intervallo di pesi corporei) di riferimento, a cui il nostro corpo è “abituato”. Per capire qual è il nostro “set-point” basta pensare al numero o ai numeri che abbiamo visto più frequentemente sulla bilancia nell’ultima decina di anni o più.

Quando si cerca di ridurre l’apporto calorico nel tentativo di dimagrire, il corpo, macchina intelligente, cerca di riportare la situazione al “set point” originario. Questa non è altro che una dimostrazione di come il corpo tenda a contrastare eventuali variazioni che potrebbero portare a situazioni estreme, come la carestia. E’ un meccanismo evolutivo di sopravvivenza. Un altro esempio di come la natura possa proteggere gli esseri viventi da situazioni estreme riguarda gli animali che vanno in letargo. Essi riescono a risparmiare energia nelle stagioni più fredde, quando il cibo comincia a scarseggiare.

Il ruolo degli ormoni sulla dieta

Quando si affronta una dieta estrema, il corpo umano se ne “accorge” e produce un ormone che aumenta la nostra ossessione per il cibo nel tentativo di rendere la dieta fallimentare. A quel punto, si finisce per mangiare di più riprendendo i kg persi. Il peso extra che molti guadagnano in questa fase non è altro che un’ assicurazione che il corpo umano fa contro un’eventuale dieta futura. Capito ora quanto complessa è la fisiologia umana?!

Alcuni esempi di dieta estrema

Nel famoso studio “Minnesota Starvation Study” il dottor Ancel Keys sottopose ad una dieta di 1500 kcal circa dei militari abituati ad una dieta molto calorica. Mangiando il 30-50% in meno, il loro metabolismo si ridusse del 30-50%. A quel punto i partecipanti dello studio iniziarono a sentirsi debilitati e nervosi. Quando venne data loro l’opportunità di mangiare senza limitazioni, essi ripresero velocemente i kg persi… con gli interessi. Morale? Secondo questo studio, se si riducono le calorie ingerite (“kcal in”), le calorie bruciate (“kcal out”) diminuiscono in automatico ovvero il metabolismo rallenta di conseguenza. A quel punto, attacchi di voracità improvvisi possono portare molto più facilmente all’accumulo di grasso in eccesso.

Un esempio più concreto? Se guadagni 1,500 Euro al mese e spendi 1,500 Euro al mese, cosa ti potrebbe succedere se il tuo stipendio venisse dimezzato? Beh, se sei saggio e non vuoi finire nei guai, anche le tue spese si ridurranno proporzionalmente. E’ così che cerca di fare il corpo per proteggersi dalla malnutrizione causata da una dieta restrittiva.

Ecco cosa fare per rendere la propria dieta (non estrema) un successo

Per perdere peso e mantenere i risultati, non basta ridurre le calorie consumate (“kcal in”). E’ infatti fondamentale mantenere alto il numero di calorie bruciate (“kcal out”). Come? Facendo attività fisica! Infatti, il dispendio energetico dipende da: 1) metabolismo a riposo (le kcal bruciate per preservare le funzioni vitali, come il respiro e il battito cardiaco), 2) attività fisica e 3) termogenesi legata al cibo. Si potrebbe scrivere un libro intero su ciascuna di queste tre componenti. La cosa più importante da sapere in questo contesto è che l’attività fisica è la componente che influenza di più il dispendio energetico. E’ ora di mettersi in moto.

Il mio messaggio per te

La sola dieta non basta per dimagrire. E’ fondamentale combinarla con dell’esercizio fisico. In secondo luogo, la dieta deve essere elaborata da un professionista per essere efficace.

Bibliografia: Mueller MJ, Bosy-Westphal A, Heymsfield SB. Is there evidence for a set point that regulates human body weight? F1000 Med Rep. 2010; 2: 59; Kotecki J. Physical Activity & Health: An Interactive Approach. 3rd Edition. Jones & Bartlett Learning, 2011.

Come è cambiata la tua opinione sulle diete restrittive fai-da-te dopo aver letto questo articolo?

Quanto hai bisogno di rivolgerti ad un professionista?

Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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