Hot topics 2018: Alimenti fermentati per la flora intestinale

Argomento molto hot questo, per i pazienti, ma anche per una biologa nutrizionista in costante aggiornamento scientifico. Fino a poco tempo fa, alimenti come tempeh, miso, yogurt e kefir (e molti altri) non erano nemmeno noti, almeno in Italia. Si tratta di alimenti fermentati che offrono una vasta serie di benefici per la salute.

Alcuni tipi di alimenti fermentati

  • Tempeh: sostituto della carne simile al tofu, ottenuto dalla fermentazione di baccelli di soia
  • Miso: crema pastosa ottenuta dalla fermentazione di soia, riso o orzo in presenza di una muffa chiamata koji
  • Kefir: latte fermentato con lievito e uno “starter”.  Ha la consistenza di uno yogurt da bere.
  • Yogurt con fermenti lattici vivi: non tutti gli yogurt in commercio hanno fermenti lattici vivi, infatti

Come vengono prodotti gli alimenti fermentati?

La fermentazione è un processo anaerobico (ovvero che avviene in assenza di ossigeno), nel quale i batteri o i lieviti convertono gli zuccheri in alcol o acidi organici oltre che produrre energia per sé stessi. L’acido più comunemente prodotto dalla fermentazione è l’acido lattico.

Quali sono i benefici sulla salute intestinale?

Yogurt e kefir hanno proprietà probiotiche ovvero riducono l’infiammazione e migliorano la composizione della flora intestinale. L’evidenza scientifica a riguardo è sempre più forte ed emergente. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi detti “trials randomizzati e controllati” per fare delle affermazioni conclusive a riguardo. In parole povere, i partecipanti agli studi scientifici che coinvolgono alimenti “nuovi” non devono sapere che cosa stanno mangiando, altrimenti rischiano di essere influenzati dal loro giudizio o aspettative sul nuovo prodotto. Pertanto, non è molto facile reclutare partecipanti per studi scientifici di tipo nutrizionale (a differenza di quanto accade per gli studi farmacologici, dove i partecipanti ingeriscono pastiglie/compresse e non sanno distinguere tra il farmaco e il placebo).

Fermentato e probiotico: sono sinonimi?

No! Molti alimenti fermentati sono resi tali tramite l’aiuto di batteri o lieviti. I probiotici, invece, sono veri e propri batteri che apportano benefici sulla salute se consumati in quantità adeguate. Non tutti gli alimenti fermentati contengono batteri vivi. Per esempio, il kefir e lo yogurt con fermenti lattici vivi hanno questa caratteristica. La birra, invece, pur essendo ottenuta tramite la fermentazione, non contiene batteri vivi.

Meglio prendere i probiotici attraverso gli alimenti fermentati o tramite gli integratori di fermenti lattici?

Molte persone non amano prendere pillole e pastiglie. Consumando alimenti fermentati naturalmente, si possono ottenere gli stessi risultati che si otterrebbero con dei veri e propri integratori. Tuttavia, un vantaggio di prendere gli integratori di fermenti lattici è che l’etichetta riporta esattamente la conta batterica e il tipo di batteri presenti, cosa non facilmente controllabile nei prodotti alimentari.

Il mio messaggio per te

Tra tutti gli alimenti fermentati, quelli ricchi di probiotici come miso, tempeh, yogurt e kefir possono fare bene per tante ragioni. Innanzitutto, possono regolarizzare l’intestino, combattendo diarrea o stitichezza. In secondo luogo, apportano vitamine e minerali molto importanti per la salute. Vale quindi la pena inserirli nella nostra alimentazione. Se invece sei alla ricerca di probiotici (o fermenti lattici) in farmacia, chiedi consiglio alla tua biologa nutrizionista per una scelta cucita su misura per te. Ad ognuno il suo probiotico!

Bibliografia: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC539767/; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2567536; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=health+benefits+of+fermented+foods%3A+microbiota+and+beyond; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25875150; https://www.nature.com/articles/nrgastro.2014.66; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19708314

Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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