Insalate in busta: sono convenienti?

Molti si chiedono se, in caso di mancanza di tempo, sia possibile usare la scorciatoia delle insalate in busta per non rinunciare al consumo di un fresco contorno.

Le critiche alle insalate in busta sono ingiustificate

Il vantaggio principale offerto dalle insalate in busta è il risparmio di tempo.

A priori, però, non è possibile indicare se questa sia la scelta migliore per tutti.

Sei una persona che tende ad essere sempre di fretta e, per questo, non mangi mai le verdure? Beh, nel tuo caso, l’acquisto di insalate in busta varrebbe la candela.

Sei una persona che potrebbe/dovrebbe/vorrebbe allargare la varietà di verdure che porta in tavola ma, a causa di una mancanza di adeguata pianificazione, si ritrova sempre a mangiare le stesse cose? Beh, nel tuo caso, dovresti comprare meno spesso le insalate in busta, in favore (anche) di qualche altra verdura.

Da questi esempi si evince che la scelta è individuale e non ha a che vedere con la qualità dell’insalata in busta. Certo, sappiamo tutti che l’insalata che arriva diretta dal contadino o dal proprio orto sia la migliore; tuttavia, le insalate in busta non sono per forza scadenti. Se le insalate in busta sono il prodotto di aziende produttrici serie che in etichetta informano il consumatore di come sono state lavate le foglie e del fatto che i controlli di verifica (ad esempio, dei residui di cloro) sono fatti regolarmente, allora si può stare tranquilli.

Ecco qualche indicazione per quando si compra l’insalata in busta

E’ molto importante evitare le confezioni gonfie, che stanno per scoppiare. Il gonfiore indica che è in atto una proliferazione batterica nel prodotto alimentare.

Occorre evitare le buste che presentano condensa. In quelle goccioline molti batteri possono trovare condizioni ideali per proliferare.

E’ importante conservare l’insalata in busta sotto gli 8°C. Riporre questo genere di prodotti in una busta termica, non appena acquistati, consentirà di trovare il prodotto ancora fresco e integro al rientro in casa.

L’eccezione: le donne in gravidanza non immuni alla toxoplasmosi e le persone gravemente immunodepresse

Per queste categorie “più fragili”, sarebbe consigliabile ri-lavare le insalate in busta prima del consumo. Il lavaggio ideale è in una bacinella di acqua possibilmente non ghiacciata con 2 cucchiai di bicarbonato o con amuchina (20ml ogni litro di acqua). Dopo l’ammollo (circa 15 minuti), le foglie vanno sfregate bene con le mani e sciacquate con cura.

Bibliografia: Istituto Europeo Di Oncologia – L’alimentazione in 100 domande, Ferrini K e Ghelfi F (2015), Altroconsumo, Milano.

Quanto spesso mangi le verdure a foglia verde, in generale e rispetto ad altre verdure?

Dr.ssa Francesca Simonella – Biologa Nutrizionista

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Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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