La connessione tra psiche e metabolismo

Molti di voi penseranno che, come nutrizionista, il mio unico scopo è suggerire alle persone cosa mangiare per la loro salute e il loro benessere. Ebbene, ciò che mangiamo rappresenta solo una metà del concetto di nutrirsi bene. L’altra metà dipende da come ci approcciamo al cibo. Ciò che noi pensiamo, sentiamo o crediamo rispetto al cibo può influenzare il nostro metabolismo, ovvero l’insieme delle reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo. Ecco 4 spunti di riflessione per comprendere che cambiare come si mangia può contribuire al nostro benessere e metabolismo.

1) Lo stress può portare ad aumentare il peso mentre il relax può migliorare il metabolismo

Malgrado alcuni perdano peso quando sono stressati, in condizioni di stress il corpo produce più cortisolo e insulina, due ormoni coinvolti nella promozione della deposizione lipidica e nell’ inibizione della deposizione muscolare. Chi si stressa seguendo diete impossibili e piani di allenamento estenuanti è anche per questo destinato, tra gli altri motivi, a non rimanere soddisfatto.

2) Il migliore integratore per il metabolismo? La serenità

La maggior parte delle persone che mangiano in condizioni di ansia o stress finiscono per lamentare reflusso, crampi, gonfiore e stress. In situazioni di stress, il corpo attiva delle reazioni di tipo “lotta o fuga”, uno dei tanti meccanismi di protezione evolutivi per segnalarci la presenza di alcune minacce. Ebbene, un po’ come quando salta la corrente per proteggerci da eventuali danni elettrici, anche il nostro sistema digestivo può smettere di funzionare quando non ci troviamo in condizioni ottimali di equilibrio. A volte è sufficiente iscriversi ad un corso di yoga.

3) Abbuffate: un fenomeno molto semplice da comprendere

Molte persone eccedono nei consumi alimentari pensando di avere una bassa forza di volontà. In realtà, la loro mente è molto più sveglia di quanto credano. Molto spesso chi si abbuffa non pensa a ciò che sta mangiando… ma pensa ai propri problemi, con rabbia. Il cervello non si “accorge” del concomitante consumo di cibo in queste situazioni. Ecco perché più tardi, il cervello può segnalare “ho fame, non ho mangiato”. Semplicemente controllando la consapevolezza di ciò che si mangia, si potrebbero ridurre molti eccessi.

4) Evitare diete lampo disintossicanti… e disintossicare la mente dai pensieri negativi

Molti di noi sono pieni di preconcetti sull ’alimentazione. “Quest’alimento mi ingrassa; devo depurarmi”. “Appena avrò un corpo perfetto, sarò felice”. Pensieri del genere creano una pessima relazione cibo e con sè stessi. Il corpo, invece, dovrebbe essere valorizzato. Non tutti sanno infatti che i migliori sistemi di “disintossicazione” e “depurazione” del nostro corpo sono il rene e il fegato.. Già “compressi nel pacchetto”, dalla nascita. Fintantochè questi sono ben funzionanti non sono necessarie diete detossificanti-lampo o integratori miracolosi. Inoltre, il cibo dovrebbe essere nutritivo, non punitivo. Quando arriviamo a tavola, dovremmo lasciare in disparte, in un’altra stanza, le nostre paure, insicurezze e frustrazioni. Dobbiamo invece concentrarci sul nostro benessere, con lo scopo di nutrirlo.

Il mio messaggio per te

I 4 segreti elencati qui sopra suggeriscono come le emozioni influenzino il metabolismo. Questi segreti sono in sintonia con la filosofia del Mindful Eating (ovvero del “mangiare consapevolmente”). Essa promuove la consapevolezza di ciò che si prova mentre si consuma un pasto, ovvero le sensazioni di appetito, sazietà, appagamento e piacere. Se hai un brutto rapporto col cibo, il Mindful Eating potrebbe aiutarti a studiare il tuo comportamento alimentare, senza giudicarti, e imparare a fare scelte alimentari più azzeccate in modi che siano appaganti e salutari.

Bibliografia: Institute for the psychology of eating, 2018

Quale di questi segreti hai trovato più utile?

Se desideri, lascia pure un commento qui sotto.

Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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