Olio di cocco: fa bene o fa male?

L’olio di cocco è molto popolare sul web: c’è chi ne elogia i benefici e chi invece evidenzia quanto poco salutari siano i grassi che contiene. Da dove nasce questa discrepanza e a chi credere?

Che cos’è l’olio di cocco

L’olio di cocco viene estratto dalla noce di cocco, un frutto molto diffuso nei paesi tropicali. Quest’olio viene estratto a caldo o a freddo per poi venire utilizzato sia in cucina che nella cosmesi.

Caratteristiche nutrizionali

L’olio di cocco è composto al 99.9% da grassi, per lo più saturi, proprio come il burro. Come quest’ultimo, infatti, è solido a temperatura ambiente e può sciogliersi col calore. Tra gli acidi grassi saturi dell’olio di cocco spicca l’acido laurico. Sono inoltre presenti modeste quantità di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi.

Il punto di fumo di questo alimento è 180°C: ovvero brucia prima dell’olio d’oliva, che ha un punto di fumo poco inferiore ai 200 °C.

Olio di cocco ed extravergine di oliva: valori nutrizionali a confronto

Nonostante abbiano le stesse kcal ogni 100ml. l’olio extravergine di oliva è composto principalmente da grassi monoinsaturi, come l’acido oleico, che fanno molto bene alla salute cardiovascolare a differenza dei grassi saturi. Inoltre, l’olio extravergine di oliva è ricco di vitamina E, che ha una funzione antiossidante, mentre quello di cocco ne è privo.

Perchè c’è chi dice che fa bene?

Alcuni studi hanno indagato il ruolo dell’olio di cocco nella salute cardiovascolare.

Uno studio che ha analizzato il ruolo dei suoi acidi grassi sulla potenziale riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, ha verificato che in realtà il consumo di questo alimento è associato a livelli più alti di colesterolo LDL (detto “cattivo”) e trigliceridi. Questo aumento risulta comunque inferiore rispetto a quello comportato dal consumo di burro. Non ci sono invece conferme all’ipotesi che l’olio di cocco aumenti i livelli di colesterolo HDL (detto “buono”).

Alcuni studi hanno valutato anche il ruolo dell’olio di cocco nella dieta chetogenica, un approccio dimagrante che prevede un abbondante consumo di grassi e proteine a discapito dei carboidrati, temporaneamente eliminati o fortemente ridotti. Tuttavia, non è ancora emersa alcuna correlazione tra questo alimento e la riduzione della massa grassa.

Qual è la porzione corretta in una dieta sana?

Considerato il suo profilo lipidico, sarebbe bene limitare l’uso dell’olio di cocco, proprio come già consigliato dalle linee guida internazionali per quanto concerne gli altri grassi saturi. I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia) riportano infatti che il quantitativo di acidi grassi saturi assunto quotidianamente non superi il 10% delle kcal totali assunte nelle 24 ore. Se hai domande sulla tua alimentazione, prenota una visita.

Bibliografia: adattato dalla bibliografia dell’ Istituto Europeo di Oncologia, 2021

Hai mai provato l’olio di cocco nella dieta o nella cosmesi?

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Dr.ssa Francesca Simonella – Biologa Nutrizionista

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Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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