Pesticidi in frutta e verdura: considerazioni utili

Sempre più consumatori vivono con paura e scetticismo l’uso di pesticidi nei processi agricoli. Tra le varie preoccupazioni spicca la scarsa comprensione circa la loro reale funzione ed effetti su salute e ambiente.

Cosa sono i pesticidi?

I pesticidi sono dei fitofarmaci il cui scopo è favorire la buona salute delle colture in modo da impedirne la distruzione da parte di infestazioni e malattie. Il fine ultimo è consentire una produzione agricola stabile e costante. Sono pesticidi i seguenti prodotti: erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi, fitoregolatori e repellenti.

I pesticidi contengono almeno un composto chimico o un determinato microrganismo che funge da sostanza attiva permettendo al pesticida di svolgere la sua funzione. Prima di essere immessi sul mercato, occorre però che tali sostanze siano testate e autorizzate in modo da dimostrare di non essere nocive nè per l’uomo nè per l’ambiente.

Oltre alle sostanze attive, i pesticidi possono contenere: antidoti agronomici (per eliminare o ridurre alcuni effetti fitotossici), sinergizzanti (che potenziano le sostanze attive) e co-formulanti (che possono aiutare l’ottenimento del prodotto finito, come ad esempio i diluenti)

Quali controlli vengono fatti prima dell’immissione sul mercato?

Il regolamento CE n° 1107/2009 stabilisce  le norme per l’autorizzazione, l’immissione sul mercato, l’impiego e il controllo dei prodotti fitosanitari all’interno dell’UE.

Gli steps seguiti dall’UE sono 2:

  1. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) fornisce una consulenza scientifica indipendente sulle sostanze attive. In assenza di pericoli evidenziati, una commissione ne autorizza l’utilizzo per 10 anni. Dopo 10 anni, si può prevedere un rinnovo previa ulteriore consulenza.
  2. Successivamente, ogni Stato Membro dell’UE (più Norvegia e Islanda) può valutare e commercializzare il prodotto fitosanitario a livello nazionale.

Dal 1993, anno in cui è stata introdotta la procedura sopra menzionata per l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei pesticidi, solo 250 sostanze hanno trovato la giusta autorizzazione. Precedentemente, senza gli opportuni controlli, le sostanze impiegate nelle pratiche agricole erano addirittura un migliaio. C’è stata dunque una buona scrematura!

Eventuali residui di prodotti fitosanitari devono preoccupare?

Alcuni residui di fitofarmaci potrebbero rimanere negli alimenti che mangiamo. Tuttavia, i costanti controlli sui livelli massimi di residui consentono di tutelare la salute del consumatore.

Inoltre, gli studi ci dicono che mangiare biologico, al fine di evitare in toto i pesticidi, non sia per forza la soluzione giusta. Nonostante l’agricoltura biologica infatti proibisca pesticidi di sintesi, essa consente comunque l’uso di prodotti fitosanitari di origine animale o vegetale, come i microrganismi. Nonostante il vantaggio di produrre e consumare prodotti biologici si associ ad un minor inquinamento ambientale, non si ha la certezza che i prodotti biologici siano del tutto privi di residui di microrganismi usati come “pesticidi”. Non è possibile escludere nemmeno la contaminazione crociata.

Nemmeno il World Cancer Research Fund – WCRF) ritiene che mangiare biologico riduca il rischio di tumori rispetto ad una dieta con gli stessi alimenti coltivati secondo l’agricoltura convenzionale. La base di una dieta sana è mangiare prevalentemente vegetale, a prescindere dal metodo di coltivazione usato.

Il lavaggio aiuta la rimozione dei pesticidi?

Lavare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente aiuta a rimuovere sporcizia e molte tracce di pesticidi. In aggiunta all’uso di acqua corrente, la pelatura (come nel caso delle arance o del melone, ma non nel caso delle mele, dove la buccia è parte integrane del frutto e fa molto bene alla salute) e la sbollentatura (ovvero l’ immersione rapida delle verdure in acqua bollente per meno di 5 minuti) aiutano ulteriormente a ridurre i residui dei pesticidi, ove possibile.

Conclusioni finali

La continua ricerca scientifica aiuta a selezionare le sostanze attive sicure. Pertanto, non deve suscitare nessuna preoccupazione come sono state coltivate la frutta e la verdura. Semmai, preoccupiamoci di mangiarne abbastanza! La verdura andrebbe mangiata sia a pranzo che a cena; la frutta, in genere, un paio di volte al giorno.

Mi presento, sono Francesca Simonella

Sono Francesca Simonella, Biologa Nutrizionista specializzata in strategie per promuovere e mantenere il cambiamento del comportamento alimentare in pazienti sani, malati e/o con esigenze particolari. Sono iscritta all’albo americano dei Registered Dietitian Nutritionist. Negli USA mi sono specializzata, ho seguito pazienti di ogni tipo come dietologo/dietista, fatto ricerca sul comportamento alimentare e insegnato un corso di nutrizione all’università. Sono attiva come International Affiliate of American Academy of Nutrition &Dietetics. 

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